Abbazia di San Benedetto in Polirone
L'Abbazia di San Benedetto in Polirone, situata nel comune di San Benedetto Po, risale al 1007 quando il conte di Mantova Tedaldo di Canossa fondò l'abbazia in onore di sé stesso e della moglie defunta Willa. Questa donazione ai monaci benedettini comprendeva metà dei terreni tra i fiumi Po e Lirone, posizionati strategicamente per controllare la navigazione fluviale.
Originariamente costituito da un piccolo gruppo di 7 monaci, l'insediamento romano precedente ha lasciato poche tracce. Verso la metà dell'XI secolo, Bonifacio di Canossa ristrutturò la chiesa e costruì l'oratorio di Santa Maria, che esiste ancora oggi. Nel periodo tra il Quattro e il Cinquecento, lo scriptorio del monastero attirò filosofi e umanisti, e l'abate Gregorio Cortese giocò un ruolo fondamentale nella ricostruzione del complesso nel 1540, commissionando artisti del calibro di Giulio Romano, Correggio, Girolamo Bonsignori e Antonio Begarelli.
Nel corso del '600 e '700, l'abbazia fu colpita da inondazioni, guerre e saccheggi, finendo per essere soppressa durante l'epoca napoleonica nel 1797. Tuttavia, i preziosi libri e manoscritti furono salvati e portati alla biblioteca comunale di Mantova. Oggi, l'abbazia conserva tre chiostri, il refettorio grande, l'infermeria nuova e la basilica. Si possono ammirare la chiesetta di Santa Maria con un antico mosaico pavimentale del 1151, un candelabro del XII secolo e una capsella di avorio del XII-XIII secolo.
Il museo dell'abbazia ospita due rilievi attribuiti a Wiligelmo, la porta lignea d'ingresso del 1547, il coro ligneo di Vincenzo Rovetta del 1550, le statue in terracotta di Begarelli e varie opere d'arte del Cinquecento, tra cui un affresco del Correggio e una copia dell'Ultima Cena di Bonsignori. Infine, il grande scalone del 1674 decorato con stucchi completa la visita all'abbazia di San Benedetto in Polirone, una testimonianza preziosa della storia e dell'arte della regione.
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